HomeNewsBarbie, la scenografia ha causato una "crisi" di vernice rosa.

Barbie, la scenografia ha causato una “crisi” di vernice rosa.

Uno dei film più attesi del 2023 è sicuramente Barbie di Greta Gerwig, la stessa regista di Ladybird e Piccole Donne. Il film live-action che racconterà la storia dell’iconica bambola Mattel, vedrà la partecipazione di un grande cast tra cui Margot Robbie e Ryan Gosling nei panni dei protagonisti (rispettivamente Barbie e Ken). Inoltre è presente un nutrito gruppo di nomi di rilievo tra cui Issa Rae, Simu Lu, Will Ferrell, Michael Cera, la pop star Dua Lipa, una delle protagoniste di Sex Education, Emma Mackey, e addirittura il wrestler John Cena.

Barbie, trama e data di uscita

Il film narrerà le vicende di una Barbie “imperfetta”, intenzionata a scoprire la verità sulla sua identità. Questo la porterà ad attraversare il suo mondo fino ad arrivare al nostro, il tutto in compagnia delle varie altre Barbie “a tema” e dello storico fidanzato Ken. L’opera, nonostante le apparenze, dovrebbe riflettere sul significato di imperfezione in un mondo (Barbie Land) in cui si richiede soltanto il suo opposto, ovvero la perfezione assoluta.

Barbie uscirà nelle sale italiane il 20 luglio 2023, distribuito da Warner Bros.

La crisi della vernice rosa

In un’intervista rilasciata a Architectural Digest, Sarah Greenwood e Katie Spencer, le due scenografe del film, hanno raccontato le difficoltà nel ricreare l’ambientazione in cui far muovere Barbie e tutti gli altri personaggi. Il duo di scenografe ha lavorato negli anni a diversi film di spessore come le opere in costume Orgoglio e Pregiudizio e Anna Karenina, o il film che è valso l’Oscar a Gary Oldman, L’ora più buia.

Greenwood e Spencer sono state costrette, proprio per volere della regista, Greta Gerwig, a realizzare tutte le scenografie (ispirate a Palm Springs) a mano, senza utilizzo di CGI.

In particolare, le due hanno spiegato come la stessa regista volesse un mondo completamente rosa:

“Il rosa dovesse essere brillante e tutto doveva essere esagerato. Volevo rendere chiaro cosa mi avesse fatto amare Barbie quando ero una ragazzina. Tutto doveva essere tattile, perché i giocattoli sono innanzitutto cose che tocchiamo”

Il duo ha dovuto quindi cercare in tutto il mondo la perfetta tonalità di rosa, con tutte le difficoltà del caso. Inoltre si è reso obbligatorio un grande approvvigionamento di vernice per far fronte all’ingente fabbisogno che il set richiedeva.

La Greenwood ha poi concluso l’intervista scherzando sul fatto che “il mondo ha finito il rosa”.

Redazione
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