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Ballando ballando: la società francese un ballo dopo l’altro

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Ballando ballando (1983) è il film di Ettore Scola (Una giornata particolare, La terrazza) che racconta attraverso le immagini e l’assenza di dialoghi cinquant’anni di storia francese. Nel 1984 vince il premio César e il David di Donatello come miglior film e si candida all’Oscar nella sezione miglior film internazionale (al tempo miglior film in lingua straniera) per l’Algeria. Non potendo basarsi sulla parola, la scena è impregnata di simbologia. La maniacale attenzione ai dettagli e la presenza di allusioni storiche trasformano la pellicola in un rebus che invita lo spettatore ad assumere una visione attiva, portandolo a danzare con la mente attraverso le epoche.

Ballando ballando: Trama

La storia di Ballando ballando ruota attorno ad una sala da ballo nella periferia di Parigi. La musica scandisce l’avvicendarsi di diversi personaggi nel corso di un periodo che va dal 1936 al 1983. In questa lunga fascia di tempo viene presentata la storia della Francia in quegli anni. Attraverso i costumi, la scenografia, le intenzioni e una serie di rimandi a personaggi e vicende delle varie epoche che si succedono tra di loro, si ha la sensazione di assistere allo scorrimento inarrestabile della storia. Donne e uomini si ritrovano in questa sala in cerca di amore e di qualcuno che balli con loro, comunicando solo attraverso il corpo.

La musica è quindi la protagonista indiscussa. La colonna sonora ci accompagna in un viaggio che parte dall’epoca del Fronte Popolare, passando per la Seconda Guerra Mondiale, la liberazione, il dopo guerra, il conflitto d’Algeria, il ’68 e chiudendo con i primi anni ’80.

Ettore Scola

Ballando ballando: Recensione

“Se le mura potessero parlare”

A chi non è capitato almeno una volta nella vita di avere questo pensiero. Tornare indietro nel tempo per scoprire le persone che abitavano in quel posto, la vita che conducevano, i drammi e gli amori. Questo succede nel film di Scola, che come noi si interroga sul presente, il passato e ci lascia immaginare il futuro. Un film, adattamento cinematografico dell’opera teatrale “Le bal” di Jean-Claude Penchenat messo in scena dal Théâtre du Campagnol, che ci mostra la società francese con le sue differenze e trasformazioni nell’arco di mezzo secolo di storia. E lo fa senza la paura di sperimentare o osare nel racconto scenico. Utilizza la musica e la danza come linguaggio universale, sostituendola alla parola, che diventa un elemento inutile in un luogo in cui il corpo, l’istinto e le emozioni fanno da padrone.

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Gli attori incarnano dei “tipi umani” che ricoprono dei ruoli sociali ben definiti, portandone in scena le principali caratteristiche, comportamenti e tic. Il focus non è conoscere la loro storia, ma utilizzarli per rappresentare un gruppo. Abbiamo perciò il borghese, il seduttore, l’esclusa, il reduce, il collaborazionista e molti altri che compongono un quadro della società francese che si evolve nel corso del film. Il tutto corredato dalla storia che scorre sotto le luci della sala da ballo. A danzare, però, è anche la camera che volteggia insieme ai personaggi, disegnando una sorta di coreografia in grado di mostrarci il flusso emotivo di tutti i ballerini.

Ballando ballando

Sociologia in sala da ballo

In Ballando ballando assistiamo alla rappresentazione non solo della società francese e alle sue trasformazioni, ma anche alla messa in scena della società umana. La sala da ballo si presta in modo eccezionale a svolgere questo compito, diventando il luogo ideale in cui far interagire personaggi, qui figure archetipe, che raccontano la struttura della nostra società. Esseri umani che incarnano dei ruoli che trascendono l’epoca storica. Il passare del tempo diventa un espediente per raccontare la ciclicità o l’evoluzione di certe dinamiche umane.

Queste figure comunicano tra di loro solo attraverso il ballo. La danza è qui rappresentata come un rituale con cui le varie generazioni si confrontano e affrontano l’irriverenza della storia. Non usando le parole ogni risposta deve essere filtrata attraverso il corpo e i passi di danza. Emblematica è la scena del veterano mutilato della Prima guerra mondiale che entrando nella sala ferma la musica, come a richiamare l’attenzione sulla sua condizione. I ballerini cominciano a sbattere i piedi in modo da fare rumore con le scarpe e far musica per ricominciare a ballare. La società francese vuole andare avanti e guardare al futuro. La risposta è ancora una volta la danza, utilizzata come una via di fuga dalla realtà.

Ciò che accomuna i personaggi è la voglia di continuare a ballare, di andare avanti nonostante la vita li metta davanti a delle sfide. Infine, ogni attore si trova a dover interpretare più personaggi. Ognuno rappresenta una condizione umana differente, comunicando, oltre che con la danza, anche attraverso uno sguardo, un sorriso o un semplice cenno del capo. La sala da ballo si trasforma nel corso della storia, ma rimane immutata la solitudine, il disagio, i sogni, l’amore, la paura e la felicità degli esseri umani che la abitano.

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Ballando ballando

La Francia dal Fronte Popolare ai colori al neon

In Ballando ballando i personaggi ballano a ritmo della storia. Attraverso il vapore della macchina del caffè si torna indietro nel tempo, precisamente al 3 Maggio 1936, con la vittoria del fronte popolare francese. Da questo momento si assiste al susseguirsi di vari periodi storici importanti per la Francia, raccontando il paese e le sue trasformazioni. Riconosciamo le varie epoche grazie ai diversi generi musicali, alle mutazioni della scenografia e ai costumi.

Così le immagini ci raccontano la guerra e l’occupazione nazista, la liberazione, l’americanizzazione della Francia, la Guerra d’Algeria, le proteste del ’68 e la società francese tra la fine degli anni ’70 e gli inizi degli anni ’80. La scena è intessuta di simbologia che rende la visione una sorta di caccia al tesoro ai riferimenti storici. Rimandi a personaggi importanti come Fred Astaire e Ginger Rogers o Jean Gabin. Scola crea immagini potenti che non hanno bisogno di parole come il borghese che piange gocce di champagne o il collaborazionista che danza con l’ufficiale nazista che rendono la pellicola una sorta di quadro cinematografico.

Ballando ballando

Conclusione

Ettore Scola, un po’ come fece in musica Rino Gaetano nel 1977 con Aida, racconta una parte di storia di un intero paese. Lo fa con coraggio, studio e voglia di sperimentare. Lasciando ai posteri un’opera di grande importanza storica e cinematografica.

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PANORAMICA RECENSIONE

Regia
Soggetto e Sceneggiatura
Interpretazioni
Emozioni

SOMMARIO

Un film che descrive la società umana attraverso il potere dei dettagli e della musica
Cristian Bucolo
Cristian Bucolo
Adoro il cinema e la scrittura. Ho sempre sognato di innamorarmi ballando il tip-tap, fare viaggi interstellari, cercare tesori dell’Antico Egitto o viaggiare nel tempo. Ho pensato che non avrei mai provato l’emozione di queste esperienze, ma poi ho scoperto la settima arte e la recitazione. Adoro i film di Damien Chazelle, la comicità nelle sceneggiature di Billy Wilder e mi affascinano le pellicole di John Huston. Credo che il cinema possa farti guardare il mondo da un’altra prospettiva e scrivendo vorrei poter contribuire a diffondere questa visione.

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