HomeNewsAuguri a Francesco Pannofino, voce di velluto del doppiaggio

Auguri a Francesco Pannofino, voce di velluto del doppiaggio

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Oggi Francesco Pannofino, attore e doppiatore simbolo del nostro cinema, compie 65 anni. Ripercorriamo insieme la sua carriera.

No Pannofino, no party

Senza Francesco Pannofino, George Clooney perderebbe molto del suo fascino: fascino che non risiede nella chioma brizzolata o nel sorriso malandrino quanto nella voce saudente.

Una voce, che fin dagli anni Novanta, nella versione italiana gli presta proprio Pannofino. Quest’ultimo ha dichiarato: “Una volta George mi ha riempito di complimenti per In amore niente regole ma dev’esser stato ubriaco forse…”.

Nel suo curriculum di doppiatore ci sono solo attori e personaggi simbolo di virilità: da Denzel Washington ad Antonio Banderas, da Kurt Russell a Jean-Claude van Damme. La sua voce bene si adatta a personaggi rudi dal cuore d’oro.

Non mancano nemmeno attori compianti come Philip Seymour Hoffmann, o Robbie Coltrane, cui ha prestato la voce nei panni del gigante Hagrid della saga di Harry Potter.

Francesco Pannofino si è rivelato un doppiatore versatilissimo, capace di doppiare sia personaggi comici che personaggi drammatici, estremamente buoni (Tom Hanks in Forrest Gump) oppure a dir poco perfidi (Kevin Spacey in Seven).

Francesco Pannofino, la carriera in radio

Non solo è un eccellente doppiatore: prima di ogni altra cosa, Francesco Pannofino nasce come speaker radiofonico.

I suoi esordi sul campo risalgono al 1983, nel varietà Viva la radio. Collaborerà con Diego Cugia a La domenica delle meraviglie nel 1985 e sarà voce narrante di sceneggiati popolari come Tex Willer (2004 e 2012) e Il ritorno di Belfagor (2006).

Cinema e teatro

Negli anni Ottanta approccia anche il teatro, debuttando nello spettacolo L’affare Danton, del regista polacco Andrzej Wajda (autore anche del film Danton, ndr).

Negli anni Novanta diventa un attore cinematografico, specializzato in commedie brillanti. Al cinema, la sua carriera inizia con il quarto e ultimo film diretto dall’intellettuale napoletano Luciano De Crescenzo, Croce e delizia (1995). Interpreta un piccolo ruolo, quello del “Bacocco”, ma condivide il set con attori come Massimo Wertmuller, Isabella Rossellini e Teo Teocoli.

Poi, nel 1998, partecipa a Così è la vita, diretto da Aldo, Giovanni e Giacomo. Inizia ufficialmente la sua carriera di attore comico, anche se Pannofino non mancherà di interpretare, anche come attore, alcuni villain ().

Il suo ultimo film al cinema è Lo sposo indeciso di Giorgio Amato, in cui interpreta Remo, il padre di Samanta (Ilenia Pastorelli), una ragazza che si deve sposare. Sul suo matrimonio, però, incombe una maledizione.

L'attore doppiatore Francesco Pannofino in Boris

Francesco Pannofino, la tv del grande salto

Al di là del doppiaggio, però, il terreno sul quale ha maggior successo è quello del cinema del piccolo schermo. E’ la tv, infatti, a consacrarlo attore delle masse.

Merito del suo René Ferretti, il regista televisivo della celebre serie (diventata anche film nel 2011), Boris. E’ allora che il pubblico italiano scopre che George Clooney è lui.

René Ferretti entra subito nella storia del piccolo schermo italiano, con battute destinate a essere citate milioni di volte come “Cagna maledetta” oppure “Smarmella tutto!”.

Prima di interpretare il suo ruolo in Boris, Pannofino inizia ad affacciarsi al successo interpretando tre celebri serie poliziesche italiane: La squadraDistretto di PoliziaCarabinieri.

Dopo Boris arriveranno Un medico in famiglia, I Cesaroni, Camera Café. Fino a quello che sembra un ruolo tagliato su misura per lui: l’investigatore concepito da Rex Stout nel 1934, Nero Wolfe.

La serie interpretata da Pannofino è un remake di quella andata in onda sulla Rai dal 1969 al 1971, diretta da Giuliana Berlinguer. Nella serie originale, il ruolo di Nero Wolfe era interpretato da Tino Buazzelli.

Francesco Pannofino su Nero Wolfe

Questo le parole di Francesco Pannofino circa il suo ruolo come Nero Wolfe: “Quella di confrontarmi con Tino Buazzelli mi è sembrata subito un’esperienza pericolosa.

Ho rivisto qualche puntata di quella serie perchè ne avevo un ricordo un po’ annebbiato e mi sono reso subito conto che era inutile sia fare paragoni sia scimmiottare Buazzelli.

Me lo sentivo sul groppone ed era pesante, perciò gli ho chiesto di scendere e ho iniziato a lavorare. Nero Wolfe è un personaggio complesso, fatto di grande genialità ma anche debolezza e fragilità.

Ha delle fobie terribili, non dà la mano alle persone, si allontana quando arriva una donna non perchè non gli piacciano ma perchè odia le chiacchiere. E si è costruito con la sua ciccia una corazza che gli serve a difendersi dalle brutture della vita.

Ama anche la buona cucina e, in questo, devo dire che non ho fatto fatica ad identificarmi“.

Tanti auguri, Francesco.

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