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Appartamento 404, la recensione

Appartamento 404, serie comedy disponibile sulla piattaforma di streaming Prime Video, mette in campo un format originale o, quantomeno, inusuale: un gruppo di persone appartenenti allo show business collaborano per risolvere una serie di misteri che ruotano attorno a dei vecchi appartamenti di Seul. Per riuscirci, dovranno cimentarsi in una serie di sfide, mescolando toni seri a momenti divertenti.

Appartamento 404, la trama e il cast

Come sopra anticipato, un team di persone appartenenti al settore dell’entertainment decidono di collaborare per venire a capo di una serie di misteri. Il tutto avviene tra una presa in giro e l’altra dei protagonisti, che non mancano di rimarcare quanto sia insolito ciò che stanno facendo, con particolare riferimento alle sfide improbabili che fronteggeranno.

Molte di queste ricordano le challenge osservabili ad un party di giovani scatenati, come ad esempio l’evitare di versare acqua mentre si è legati alla persona accanto e via dicendo. Ma c’è di più: ogni personaggio di Appartamento 404, tra la risoluzione di un mistero e l’altra, dovrà anche vestirsi seguendo la moda delle epoche in cui è ambientato il caso che cercano di risolvere. Nel cast troviamo: Jennie Kim, Oh Na-ra, Lee Jeong-Ha, Cha Tae-hyun, Yoo Jae-suk, Yang Se-chan e Im Woo-il, tutti rispettivamente nei panni di sé stessi.

Un format famoso in Corea del Sud

Stando alle voci che arrivano oltreoceano, non è raro vedere in Corea del Sud degli attori e musicisti alle prese con sfide di cui non conoscono le regole e quello che sarà lo svolgimento. Appartamento 404 segue proprio questo format, dove i famosi VIP coreani cercano indizi per proseguire il gioco si trovano. Oltre a Jennie del gruppo K-pop Blackpink, sono presenti in scena anche Yoo Jae-suk e Yang Se-chan (protagonisti di uno spettacolo di varietà coreano), gli attori Oh Na-ra, Lee Jung-Ha e Cha Tae-Hyun.

Appartamento 404

Inizialmente si fanno domande a vicenda su quali sfide dovranno affrontare, in un’ambientazione costituita prevalentemente da alcuni appartamenti di Seul costruiti negli anni ’30, poi ingranditi negli anni ’60, per raggiungere quello che è l’attuale (esorbitante) prezzo della capitale sudcoreana. Detto questo, il gruppo si inoltra in un paio di veicoli risalenti all’epoca dell’enigma da risolvere e comincia l’avventura.

Gioco di squadra

Gli indizi per i protagonisti di Appartamento 404 sono nascosti accuratamente, ma non così tanto da rendere il gioco difficile per i partecipanti organizzati in gruppi di tre. Dopo aver risolto il mistero dell’epoca di turno, Jennie e i suoi amici potranno fuggire con il premio, immersi tra l’uno e l’altro riferimento al periodo in cui la loro sfida è ambientata, puntata dopo puntata.

Dal punto di vista delle scenografie, è stata data dagli addetti ai lavori molta attenzione, riempiendo le location di oggetti degli anni in cui il mistero è ambientato. Le conversazioni tra i VIP del programma sono leggere e l’azione viene scandita da una serie di indizi anche per lo spettatore ma, dopo un po’ di tempo passato a osservare i protagonisti, si capisce che il prodotto manca di qualcosa. Basti pensare agli indizi lasciati dagli addetti alla scrittura per i concorrenti, che rallentano notevolmente la narrazione.

La televisione coreana e Appartamento 404

Il genere K-drama è pieno di riferimenti alle differenze sociali presenti in Corea del Sud e stracolmo di giochi di squadra e individuali, che servono da mezzo per criticare il sistema coreano privo di equilibrio tra le parti. Appartamento 404 abbandona, per una volta, quest’indagine spesso ricercata dagli autori di prodotti televisivi coreani, per puntare tutti i propri sforzi sul divertimento.

Il gioco stavolta, non porta gravi conseguenze per i suoi partecipanti, ma è uno strumento per strappare qualche risata al pubblico, mentre un manipolo di VIP si cimenta in un susseguirsi di improbabili sfide. Se da un lato potrebbe sembrare inizialmente interessante, dall’altro vengono evidenziati tutti i punti critici dello show business coreano, che riesce ad attirare l’attenzione al di fuori dei propri confini soltanto, spesso e volentieri, quando si veste di drammaticità.

In conclusione

Appartamento 404 è un prodotto controverso, ideato per la Corea del Sud, con VIP sudcoreani e con riferimenti alla società di Seul dei tempi in cui i misteri sono ambientati. Il risultato finale è che è facile confondersi su cosa sta accadendo, per lo spettatore esterno al contesto sudcoreano, considerando i fari puntati su fatti e avvenimenti circoscritti alla Corea del Sud. Probabilmente non era intenzione degli addetti ai lavori rendere il prodotto finale “simpatico” a un ipotetico osservatore occidentale, ma si tratta comunque di una scelta che si scontra con la volontà, sempre maggiore da parte di attori e musicisti sudcoreani, di farsi conoscere al di fuori delle proprie mura di casa.

A questo si deve aggiungere la realizzazione generale approssimativa, sia di regia che di scrittura, che si risolve in un calderone di generi d’intrattenimento maldestramente amalgamati. Si può evitare senza esitazione (un po’ come il recente My Name is Loh Kiwan).

PANORAMICA

Regia
Soggetto e Sceneggiatura
Interpretazioni
Emozioni

SOMMARIO

Appartamento 404 è un prodotto controverso, che non riesce a espandersi oltre le mura dei propri confini, complice una regia e una scrittura approssimative, che non riescono a tenere insieme i pezzi di un'idea che vorrebbe divertire ma non riesce nell'intento. I VIP coreani non bastano a far emergere Appartamento 404 dalla superficialità con cui è stato realizzato. Tanti enigmi da risolvere, ma scritti in una maniera tale da risultare in un nulla o quasi di fatto. Un prodotto da evitare, se possibile.
Danilo Abate
Danilo Abate
In bilico continuo fra il thriller d’autore e una pellicola di fantascienza, cerco sempre nuovi modi per riflettere, trovare prospettive inedite e sorprendermi. Parlare di cinema è parlare di opere fatte di emozioni umane, cose concrete, che vengono rese nel modo più imprevedibile e astratto. Il mio obiettivo è scandagliare ogni angolo di girato per dare voce a ciò che è nascosto tra un ciack e l’altro.

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