NewsAnne Hathaway e quel momento di crisi sul set di Mother Mary

Anne Hathaway e quel momento di crisi sul set di Mother Mary

Nonostante l’esperienza nei musical, Anne Hathaway (Il diavolo veste Prada 2) ha confessato di aver quasi abbandonato Mother Mary (QUI la recensione), il nuovo film targato A24 diretto da David Lowery.

L’attrice premio Oscar ha raccontato di aver avuto una forte crisi di insicurezza dopo aver visto le prime immagini delle sue performance musicali nel film, in cui canta e danza su brani originali firmati da Jack Antonoff, Charli XCX e FKA twigs.

“Pensavo: ‘È davvero terribile. Non so se posso chiedere alle persone di venire a vedere questa cosa’”, ha raccontato Hathaway in un’intervista.

L’attrice ha persino confessato al marito di voler lasciare il progetto, salvo poi cambiare idea: “Ho capito che non ci sarebbe stata vergogna nell’essere licenziata, ma sì nell’abbandonare”.

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Mesi di allenamento per diventare una pop star

Per interpretare Mother Mary, una celebre popstar alle prese con un difficile ritorno sulle scene, Hathaway ha affrontato una lunga preparazione fisica e vocale. L’attrice ha seguito mesi di lezioni di danza e ha lavorato per oltre un anno sulla voce durante la post-produzione del film.

Successivamente è tornata in studio con Jack Antonoff per reincidere gran parte delle canzoni. “Quando mi ha sentita di nuovo, si è girato verso di me dicendo: ‘Hai lavorato tantissimo’”, ha raccontato.

Nel film, Hathaway recita accanto a Michaela Coel, che interpreta Sam, ex migliore amica e costumista della protagonista.

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Mother Mary esplora il rapporto tra fama, identità e spiritualità attraverso un’estetica pop fortemente ispirata alle grandi icone musicali contemporanee. Per Hathaway si tratta di uno dei ruoli più impegnativi dai tempi di Les Misérables, performance che le valse l’Oscar come miglior attrice non protagonista nel 2013.

Angela Pangallo
Angela Pangallo
Cresciuta tra i supereroi Marvel e le atmosfere del cinema indipendente newyorkese. Appassionata di narrazioni potenti e originali, amo esplorare il confronto tra le grandi produzioni hollywoodiane e le voci più intime e innovative del cinema d’autore. Cerco storie che lasciano il segno e parole per raccontarle.

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