Recensioni FilmAm I ok? - Scoprirsi a trent’anni

Am I ok? – Scoprirsi a trent’anni

Nel 2022 la coppia di registe (ma anche produttrici, comiche e autrici) composta da Tig Notaro e Stephanie Allynne firma la regia di Am I ok?. La sceneggiatura è frutto del lavoro di Lauren Pomerantz, già produttrice del progetto insieme a Will Ferrell. Il film, della durata di ottantasei minuti, fonde una profonda ricerca del sé a toni ironici e teneri di fondo. Forte di questa vena genuina che lo contraddistingue, il lungometraggio si è presentato a pubblico e critica in occasione del Sundance Film Festival nel gennaio 2022. È poi andato incontro ad una distribuzione sostanzialmente limitata nelle sale, tanto americane quanto internazionali. 

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Am I ok?

La trama di Am I ok? 

Se esiste un’incarnazione pura e puntuale del concetto di amicizia, trova corpo nel rapporto che unisce Lucy (Dakota Johnson) e Jane (Sonoya Mizuno). Più che migliori amiche, si direbbe sorelle per scelta: confidenti, instancabili compagne di svago e colonne portanti delle reciproche vite. Tanto si conoscono da essere diventate prevedibili l’una per l’altra, completano le reciproche frasi, azzeccano le scelte altrui senza sforzo. Da poco passata la soglia dei trent’anni, ognuna di loro è impegnata in un lavoro che le costringe a separarsi quel numero minimo di ore al giorno utili alla timbratura del cartellino. Ma tenendosi comunque in contatto in modo pedissequo, aggiornandosi via messaggio in modalità ininterrotta. Jane è più dedita al suo lavoro, che la impegna in modo pressante ma concedendole dei riconoscimenti. Lucy invece si annoia nello studio estetico in cui fa la segretaria, rubando tempo alla sua vera passione: la pittura. 

Tra sessioni di yoga pre-lavorativo, pause pranzo condivise coi minuti contati e drink di fine giornata, le ragazze sembrano accogliere la modalità quasi simbiotica che le lega. Questo almeno finché una dirompente novità dall’ufficio di Jane spezza l’equilibrio instaurato. Alla giovane donna è stato offerto una nuova e più prestigiosa posizione, ma a Londra. Come può gestire Lucy la distanza oceanica che le separerà? Mentre la prima è sommersa dai preparativi, la seconda tenta di elaborare il senso di perdita. Ma un’ulteriore rivelazione, con cui entrambe dovranno fare i conti, non tarda a emergere: da parte di Lucy l’interesse per Jane non era solo amicizia, ma qualcosa di più. 

Am I ok? – La recensione

Al netto di un approccio tecnico privo di orpelli e non particolarmente interessato al coté estetico, il film si concentra prevalentemente sulla scrittura. Quello impostato dalla sceneggiatura di Am I ok? è un duplice percorso di scoperta. In primo luogo, concerne lo scoprirsi al di fuori di un rapporto di amicizia totalizzante, tanto in positivo quanto in negativo. Ma, al contempo, riguarda anche lo scoprirsi in termini di sessualità, rispetto al fare i conti e dare voce ad una parte del sé mantenuta taciuta forse troppo a lungo. È in effetti, quella di Lucy, una sessualità silenziata; forse dormiente, forse repressa. Ma che reclama con crescente forza la sua posizione al raggiungimento dell’età adulta. Una sfera che la protagonista sembra voler esplorare, ma non senza fatica. Con un timore quindi a tratti adolescenziale, ma anche con un senso di evidente necessità. 

Questo elemento conferisce alla scrittura della pellicola un approccio genuino, onesto. Uno stampo che avvicina il pubblico alla materia trattata permettendo di sormontare la modestia del prodotto filmico in sé. Ben si coniuga a questo aspetto la performance da protagonista di Dakota Johnson. Come aveva giò dimostrato (In viaggio verso un sogno) e come tornerà a provare (Splitsville) l’interprete si riscopre sorprendentemente efficace in questo tono da commedia indipendente, tanto pura quando gradevolmente sgraziata. In lei prende corpo un’introversa che palesa disagio nei confronti del mondo che vive, sia in termini lavorativi che privati e umani. Una protagonista che soffre la sua giornata impiegatizia, soffre gli appuntamenti, soffre le interazioni occasionali e il mettersi in mostra. Una protagonista che quindi in fondo,  pur col volto di una diva, è in realtà una di noi. 

Am I ok?

Am I ok?: la paura del cambiamento 

Evitando di considerare il comparto prettamente cinematografico, il merito che si può conferire al film è quello di registrare e trasmettere un clima emotivo ben specifico. Per mezzo di un’autorialità puntuale, Am I ok? intercetta il senso di profonda solitudine che affianca lo scoprirsi, soprattutto in età adulta. Un senso che si accompagna, in questo caso, al veder crollare le certezze che fanno da pilastri alla quotidianità del soggetto. Il distanziamento forzato e sofferto tra Lucy e Jane è ulteriore manifestazione di questo sentire. La separazione, così prossima e irrimediabile, si unisce al filone della sessualità corroborandolo. Sono motivi, questi, che si intrecciano al più ampio tema della paura del cambiamento. Un sentimento che, nel film, paralizza la protagonista che lo abita. 

Il personaggio di Dakota Johnson ha paura di “ricominciare”, tanto in termini di amicizia quanto nelle relazioni. Ha timore di esporsi da sola, senza lo scudo incarnato dalla migliore amica. Realizza di poter contare solo sulle proprie gambe, ma sembra aver paura di scoprirle cedevoli. Un taglio, questo, che offre dunque una prospettiva diversa sull’ampio tema del coming out. Sicuramente non è sufficiente a dichiarare Am I ok? un “bel film” a tutto tondo – il meccanismo non ingrana in quanto a costruzione e ritmo, e il risultato è l’impressione di una durata maggiore di quella effettiva. Ma forse questi difetti riescono a passare momentaneamente in secondo piano, controbilanciati da una narrazione autentica e da performance tendenzialmente sorprendenti. 

Am I ok?

PANORAMICA RECENSIONE

Regia
Soggetto e sceneggiatura
Interpretazioni
Emozioni

SOMMARIO

Am I ok? rilegge il tema del coming out alla luce dell'età adulta, e di un rapporto d'amicizia in cui è difficile scendere a compromessi.
Eleonora Noto
Eleonora Noto
Laureata in DAMS, sono appassionata di tutte le arti ma del cinema in particolare. Mi piace giocare con le parole e studiare le sceneggiature, ogni tanto provo a scriverle. Impazzisco per le produzioni hollywoodiane di qualsiasi decennio, ma amo anche un buon thriller o il cinema d’autore.

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