Alex Gibney a Venezia ha incontrato un ostacolo particolarmente significativo durante la realizzazione del suo nuovo documentario dedicato a Elon Musk: la paura.
Il regista statunitense, vincitore del premio Oscar, ha raccontato alla conferenza stampa della Mostra del Cinema di Venezia quanto sia stato difficile convincere diverse persone vicine all’imprenditore tecnologico a parlare apertamente della sua figura e del suo operato. Secondo Gibney, molte delle persone che ha contattato hanno preferito non esporsi. Il timore avrebbe coinvolto non soltanto i critici di Musk, ma anche suoi ex collaboratori, soci e amici.
“C’era un enorme senso di paura nel parlare, quasi una paura esistenziale”, ha spiegato il regista durante l’incontro con la stampa. Gibney ha raccontato di aver parlato con moltissime persone nel corso della sua ricerca, ma solo alcune hanno accettato di comparire davanti alla macchina da presa.

Alex Gibney accende i riflettori sul nuovo documentario
Nelle ore precedenti alla conferenza stampa, la produzione ha diffuso il primo trailer di Musk.
Le immagini offrono un primo assaggio del tono del documentario e raccolgono diverse testimonianze particolarmente dure nei confronti dell’imprenditore. Alcune voci lo definiscono “caotico”, “capriccioso” e “manifestamente crudele”. Altre utilizzano paragoni ancora più estremi, arrivando a descriverlo come “una bomba nucleare” e persino come un “fascista”.
Al momento della conferenza, Musk non aveva ancora reagito pubblicamente al trailer. L’imprenditore aveva però già rivolto la propria attenzione a Gibney e al documentario attraverso un post pubblicato su X la settimana precedente, anticipando così lo scontro con il regista.
Nelle 24 ore precedenti all’incontro con la stampa, tuttavia, la sua attività sulla piattaforma si è concentrata soprattutto sulla politica tedesca. Musk ha infatti espresso il proprio sostegno all’Alternative für Deutschland (AfD), partito di estrema destra, dopo i risultati ottenuti nelle elezioni nello stato orientale della Sassonia-Anhalt durante il fine settimana. Con Musk, Gibney prosegue la sua lunga indagine sul rapporto tra potere, ambizione e corruzione. Nel corso della sua carriera il regista ha raccontato alcune delle figure e delle vicende più controverse. Del mondo della tecnologia, della finanza e della politica.
Il nuovo film arriva dopo opere come Enron: The Smartest Guys in the Room, Steve Jobs: The Man in the Machine, The Inventor: Out for Blood in Silicon Valley e We Steal Secrets: The Story of WikiLeaks.
Anche questa volta Gibney sceglie quindi di concentrarsi su una figura estremamente potente e divisiva. Cercadi analizzare non soltanto il personaggio pubblico, ma anche l’influenza che il potere esercita sulle persone che lo circondano.
Le dichiarazioni rilasciate a Venezia suggeriscono già quale sarà uno dei temi centrali del documentario. Quanto sia difficile raccontare una persona tanto potente quando chi la conosce teme le possibili conseguenze delle proprie parole.
