Alec Baldwin incassa una nuova decisione giudiziaria nella lunga vicenda legata alla sparatoria avvenuta sul set di Rust. Un giudice federale ha infatti respinto la causa per violazione dei diritti civili presentata dall’attore contro alcuni funzionari del New Mexico, accusati di aver condotto un procedimento penale caratterizzato da persecuzioni e irregolarità. La sentenza riconosce la gravità di alcuni comportamenti contestati alla procura, ma stabilisce che la pubblica accusa è tutelata dall’immunità prevista per le attività svolte nell’esercizio delle proprie funzioni.
Alec Baldwin e la causa contro i procuratori
Come riportato da The Hollywood Reporter, la giudice distrettuale Kea Riggs ha disposto mercoledì l’archiviazione della denuncia presentata da Baldwin, nella quale l’attore sosteneva di essere stato vittima di un’azione giudiziaria deliberatamente ostile. Nel mirino della causa erano finite il procuratore distrettuale di Santa Fe, Mary Carmack-Altwies, e la procuratrice speciale Kari Morrissey, accusate di aver manipolato elementi probatori, nascosto informazioni favorevoli alla difesa e fatto ricorso a testimonianze non veritiere.
Secondo la ricostruzione proposta da Baldwin, le autorità avrebbero cercato di attribuirgli la responsabilità della morte di Halyna Hutchins, direttrice della fotografia rimasta uccisa da un colpo partito da un’arma di scena durante le riprese del western. L’attore aveva inoltre sostenuto che l’iniziativa dei procuratori fosse motivata da interessi politici e dalla volontà di ottenere una condanna esemplare.
La giudice Riggs ha riconosciuto nella vicenda un quadro che ha definito profondamente inquietante, ma ha stabilito che le condotte contestate rientrano nelle attività per le quali i pubblici ministeri godono di una protezione legale particolarmente ampia.

Le prove nascoste nel processo di Rust
La causa civile era stata avviata dopo l’interruzione del procedimento penale contro Baldwin, conclusosi con l’archiviazione delle accuse durante il processo. La svolta era arrivata nel corso di un’udienza dedicata alla gestione di alcune munizioni, che la difesa riteneva potessero costituire prove rilevanti per il caso.
Al centro della controversia c’era una raccolta di proiettili consegnata alle autorità da Troy Teske, ex agente di polizia dell’Arizona. Le munizioni non erano state inserite nell’inventario ufficiale delle prove relative a Rust e la difesa di Baldwin e dell’armiera Hannah Gutierrez-Reed non ne era stata informata. Il tribunale aveva quindi stabilito che l’accusa aveva trattenuto intenzionalmente informazioni importanti, compromettendo il diritto della difesa a esaminare il materiale probatorio.
Nel corso del procedimento erano emerse anche incongruenze nelle dichiarazioni rese da Morrissey in merito alla gestione delle prove. La giudice aveva già criticato il mancato rispetto degli obblighi di divulgazione, ritenendo che alcune informazioni avrebbero dovuto essere comunicate tempestivamente agli avvocati dell’attore.
L’immunità della procura e i limiti della sentenza
Nonostante le criticità riconosciute, Riggs ha concluso che Morrissey è protetta dall’immunità assoluta del pubblico ministero. Questa tutela si applica alle attività connesse alla funzione giudiziaria e, secondo la decisione, comprende anche le condotte contestate da Baldwin, tra cui la gestione delle analisi sull’arma, la mancata consegna di prove e le dichiarazioni rese durante il processo.
La giudice ha osservato che l’immunità può proteggere anche comportamenti gravemente scorretti, proprio per evitare che i procuratori siano esposti a continue azioni legali per le decisioni prese nell’ambito del loro incarico. La sentenza, tuttavia, non equivale a una dichiarazione secondo cui le condotte contestate fossero corrette: stabilisce piuttosto che, in questo caso, non possono costituire la base per una responsabilità civile dei funzionari coinvolti.
Il caso torna al centro dell’attenzione
La vicenda di Rust continua intanto a suscitare interesse anche al di fuori delle aule giudiziarie. Il documentario The Trial of Alec Baldwin, in uscita nelle sale il mese prossimo, ricostruirà la morte di Hutchins, le reazioni mediatiche e il lungo percorso legale affrontato dall’attore.
Come riferito da The Hollywood Reporter, un rappresentante di Alec Baldwin non ha rilasciato commenti immediati sulla decisione del tribunale. L’archiviazione della causa civile chiude dunque questo specifico capitolo della controversia, mentre resta al centro del dibattito la gestione delle indagini e del procedimento seguito alla tragedia sul set.
