Nell’immaginario comune – almeno in Italia – agosto al cinema è un mese quasi da evitare e le case di distribuzione tendono a non giocarsi le loro carte migliori in questo periodo. Prova ne è l’esiguo numero di film attesi in sala nei prossimi 30 giorni, soprattutto se confrontato a quanti ne escono solitamente negli altri mesi. Si tratta di una ventina di titoli tra i quali segnaliamo quelli che ci paiono più stuzzicanti, ovvero le uscite che speriamo possano regalarci più soddisfazioni.

Dal 12/08 al cinema – La fine di Oak Street
Quando un misterioso evento cosmico strappa Oak Street dalla periferia e trasporta l’intero quartiere in un luogo sconosciuto, la famiglia Platt si rende presto conto che la propria sopravvivenza dipende dalla capacità di restare uniti cercando di orientarsi in un ambiente ormai irriconoscibile.
Dopo la teenage comedy The myth of american sleepover, l’horror It follows e il neo-noir Under the silver lake, David Robert Mitchell torna alla regia con un survival movie fantascientifico, prodotto da J.J. Abrams e interpretatao da Ewan McGregor e Anne Hathaway. Siamo curiosi di rivedere al cinema un autore coraggioso e sempre interessante come Mitchell, a 8 anni di distanza da suo ultimo film e alle prese con un progetto che, a differenza degli altri, sembra guardare a un pubblico più ampio.

Dal 19 agosto al cinema – Camp Miasma – Adolescenza, sesso e morte
Dopo anni di sequel approssimativi, Camp Miasma viene affidato a una regista giovane e appassionata per guidarne la resurrezione. Ma quando la donna visita la star del film originale, ora un’attrice reclusa e misteriosa, le due sprofondano in un mondo truculento di desiderio e delirio.
Il nuovo film della regista queer Jane Schoenbrun è uno slasher che intreccia l’horror a riflessioni sul linguaggio del cinema e su quello del desiderio. Presentato nella sezione Un Certain Regard del Festival di Cannes 2026, il film promette un’esperienza eversiva e sorprendente.

Dal 20 agosto al cinema – Maldoror
Quando due ragazze scompaiono, Paul Chartier, giovane e impulsiva recluta della polizia, viene assegnato a “Maldoror”. Quest’unità segreta è stata creata per monitorare un pericoloso maniaco sessuale. Quando l’operazione fallisce, stufo dei limiti imposti dalla legge, Chartier decide di dare la caccia ai colpevoli per conto suo.
Presentato in concorso al Festival di Venezia del 2024, arriva finalmente il 20 agosto al cinema il poliziesco del regista belga Fabrice Du Welz, liberamente ispirato alla vicenda del Mostro di Marcinelle. Un racconto a tinte noir che vuole riflettere, sulla scia di Zodiac, sulla ricerca di una verità inafferrabile.

Dal 26/08 al cinema – The dog stars – Le stelle dopo la fine
In un futuro segnato dalla quasi totale scomparsa dell’umanità a causa di una pandemia, High, un pilota sopravvissuto, vive in un piccolo aeroporto abbandonato insieme al suo cane e a un ex-militare, Bangley, pronto a tutto per difendere il loro rifugio. Quando una misteriosa trasmissione radio interrompe la sua routine di sopravvivenza, Hig decide di partire alla ricerca della fonte del segnale.
Diretto da Ridley Scott, The Dog Stars è un thriller fantascientifico post-apocalittico tratto dal romanzo di Peter Heller. Con Jacob Elordi, Josh Brolin e Margaret Qualley, il film è un viaggio tra desolazione e speranza ambientato dopo il collasso della civiltà, e promette un racconto di sopravvivenza dal forte impatto emotivo.

Dal 27/08 al cinema – Sheep in the box
In un futuro prossimo, una coppia segnata dalla perdita del figlio accoglie in casa un umanoide dalle sembianze del bambino scomparso. Mentre nasce un nuovo legame emotivo, i due si interrogano sul significato di memoria, amore e identità nell’era dell’intelligenza artificiale.
Diretto da Hirokazu Kore-eda, Sheep in the Box è un intimo dramma fantascientifico che esplora il rapporto tra esseri umani e tecnologia. Attraverso una storia familiare, come è tipico del regista giapponese, il film, in uscita il 27 agosto al cinema, si interroga su cosa renda autentici i nostri legami. Un’opera in cui la consueta delicatezza di Kore-eda si applica a un racconto sul confine tra realtà e simulazione. Presentato in concorso al Festival di Cannes di quest’anno.
