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Addio a William Friedkin: il grande regista ci ha lasciati all’età di 87 anni

A poche settimane da quello che sarebbe stato il suo 88esimo compleanno, è arrivata la notizia della morte di un regista capace di regalarci film memorabili: William Friedkin.

Atteso a Venezia dove avrebbe presentato il suo nuovo film, The Caine Mutiny Court-Martial, Friedkin era ormai un habitué del Palazzo del Cinema, tanto che nel 2013 aveva ottenuto il Leone d’oro alla carriera.

Un uomo sagace, ironico, divertente, ma anche capace di raccontare il male che si annida nell’essere umano tramite film divenuti leggendari.

La carriera

William Friedkin esordisce nel lontano 1967 con Good Times, un musical con protagonista Cher, per poi dirigere diversi altri film dal discreto successo di pubblico e al botteghino. Il successo arriva però negli anni ’70, con una doppietta destinata a fare la storia.

Nel 1971, Friedkin dirige Il braccio violento della legge, un thriller poliziesco con Gene Hackman, Fernando Rey e Roy Scheider, capace di aggiudicarsi ben cinque Premi Oscar per la miglior regia, la miglior sceneggiatura originale, il miglior montaggio, il miglior attore protagonista (per Hackman) e addirittura il miglior film.

Cinque statuette sono un qualcosa che non si è visto molto spesso nella storia del cinema, ma soltanto due anni più tardi, Fredkin avrebbe diretto uno dei film più iconici di sempre, ancora oggi visto con ammirazione dai cineasti moderni: stiamo parlando del capolavoro del genere horror L’esorcista.

Un film incredibile, capace di incutere terrore nello spettatore, e (purtroppo) ancora inarrivabile (come dimostra ad esempio l’ultimo tentativo, L’esorcista del Papa, con Russell Crowe).

L'esorcista
L’esorcista

Gli ultimi lavori

Negli ultimi 30 anni Friedkin ha diretto sempre meno film, complice anche un’età sempre più avanzata. Tra questi ricordiamo sicuramente Regole d’onore con Samuel L. Jackson e Tommy Lee Jones, The Hunted – La preda (che continua il sodalizio con Lee Jones) e Killer Joe, apprezzato thriller con Matthew McConaughey.

Ma proprio nell’ultimo periodo William Friedkin era tornato sul grande schermo con lo scioccante documentario The Devil and Father Amorth che racconta di un prete romano intento a compiere un’esorcismo.

E infine, come detto, proprio in occasione dell’80esima edizione del Festival del Cinema di Venezia, Friedkin era atteso con The Caine Mutiny Court-Martial un legal drama sull’ammutinamento dell’ufficiale di una nave militare.

Se ne va quindi un grande regista, poliedrico e capace di entrare nel cuore (e nelle paure) della gente, non sempre capito dal pubblico, ma comunque da inserire di diritto nell’olimpo dei grandi di Hollywood.

Il braccio violento della legge
Il braccio violento della legge
Redazione
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