A Quiet Place 3, Michael Sarnoski sarà il regista del film?

A Quiet Place 3, in lizza il nome di Michael Sarnoski

Il mondo creato da John Krasinski, un universo ormai stando alle intenzioni della Universal Pictures, si espanderà presto. Pare, infatti, che Michael Sarnoski sia stato contattato per dirigere A Quiet Place 3. Il regista di Pig con Nicolas Cage sarebbe stato indicato proprio dal creatore della saga e proposto agli studios. Inizialmente Universal Pictures aveva scelto Jeff Nichols che nei primi mesi di ottobre aveva abbandonato il progetto e da quel momento si cercava un possibile sostituto. Nichols pare stia concludendo le trattative con i produttori. Emily Blunt e Krasinski figurano solo come produttori e lo script proposto da Sarnoski sembra andare in una direzione totalmente diversa rispetto ai primi film, mantenendo comunque in piedi l’atmosfera della saga. Tra i produttori di questo terzo capitolo anche Michael Bay, Andrew Form e Brad Fuller.

Michael Sarnoski A Quiet Place 3

Una saga di grande successo

Nel 2018 uscì nei cinema di tutto il mondo A Quiet Place, film creato da John Krasinski con protagonista Emily Blunt. Fu uno dei più grandi successo dell’anno e uno degli horror più acclamati degli ultimi tempi ricevendo numerose candidature e premi anche fuori i confini americani. La pellicola ha come protagonista una famiglia che vive in un mondo post-apocalittico dove gli attacchi degli alieni sono all’ordine del giorno. Le creature sono particolarmente sensibili ai rumori e la popolazione mondiale è decimata a causa di questo. L’unico modo per sopravvivere è adattarsi e rimanere in silenzio. Il sequel, A Quiet Place II, vede il ritorno di Emily Blunt e Cillian Murphy come new entry del cast. Il film, dopo vari rimandi a causa della pandemia, è uscito nelle sale italiane a giugno 2021.

a quiet place 3
Tiziana Panettieri
Tiziana Panettieri
E’ un amore di lunga data quello tra me e il cinema, cominciato con cult come Halloween, IT e L’Esorcista e alimentato negli anni con il meglio dell’horror e del cinema di genere. Ammetto, però, d’aver subìto il fascino del cinema asiatico, mediorientale e sudamericano. Sono onnivora, non mi precludo nulla senza aver prima provato.

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