Cult MovieA prova di morte: il road movie cult di Tarantino

A prova di morte: il road movie cult di Tarantino

A prova di morte è un film del 2007, diretto da Quentin Tarantino e inserito nel particolare progetto, dall’appellativo Grindhouse. Il film fa infatti parte di un circuito narrativo, in cui è presente assieme ad un altro: Planet Terror, di Robert Rodriguez( Sin City). Entrambi i film presentano una buona dose di sangue e violenza. Nel primo uno stuntman psicopatico, a bordo di un auto corazzata, insegue giovani ragazze. Planet Terror, invece, parla di un esercito di zombi texani che diffondono il terrore. A prova di morte, dei due, è quello più largamente considerato un cult e l’unico vero road movie di Tarantino.

A prova di morte-trama

La storia è piuttosto basica: uno stuntman decaduto, interpretato da Kurt Russel,(The Hateful Eight) dà la caccia a delle giovani donne, a bordo di un auto indistruttibile. Stuntman Mike, questo è il nome del protagonista, non è mosso da nessun desiderio di vendetta. Semplicemente, egli si diverte, provando piacere nel sfoggiare le sue doti da pirata della strada e assassino psicotico. Per un attimo, sembra avere la meglio sulle innocenti contro cui si scaglia, ma presto un atipico gruppo di ragazze lo farà penare non poco.

Il protagonista del film

A prova di morte-la recensione

Come accade solitamente nei film di Tarantino, anche A Prova di Morte è un film parecchio citazionistico. Le citazioni le fa a tutta quella serie di road movie usciti negli anni settanta-ottanta, come Punto Zero o La macchina nera.

La caratteristica fondamentale che accomuna questi film è che il vero protagonista non è tanto il soggetto umano, ma bensì l’auto. Prima della sceneggiatura e delle interpretazioni, è il gioiello a quattro ruote di Stuntman Mike che salta all’occhio. Nera e letale, con un teschio bianco sul cofano, l’auto infernale sprofonda lo spettatore in un orrore su strada.

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Fin dalle prime immagini, la scenografia fa capire immediatamente che i viaggi avranno la loro valenza. Basti guardare proprio la lunga apertura, in cui ancora non vediamo le protagoniste, ma i piedi di una di loro sul cruscotto della macchina. Seguendo allora i personaggi nei loro itinerari quasi sempre rettilinei, andremo in un pub ad Austin, In Texas. Qui è Jungle Julia, una delle protagoniste, a fare la sua entrata in scena. Il problema è che a varcare quella soglia è anche Stuntman Mike.

A prova di morte
L’auto iconica

La poesia del male

Per una buona mezz’ora, siamo calati dentro il pub, ad assorbirci i dialoghi pesantissimi del gruppo di amiche di Jungle Julia. Ad interrompere questa pesantezza dialogica, arriva Stuntman Mike, in una delle scene migliori del film. Pur non trattandosi di nessuna corsa in auto, non è seconda alle sequenze più dinamiche del film. Stuntman Mike reciterà una poesia, la stessa che Jungle Julia, il capo gruppo delle ragazze, ha trasmesso alla radio. La poesia acclama il nome di una di loro, affinchè le amiche la vedano , divertendosi, alle prese con un uomo.

Prima di arrivare a questo momento di finta calma, Stuntman Mike ha pedinato Jungle Julia e le sue amiche, in una tensione scenica ben orchestrata. L’auto, come un presagio, viene avvertita dallo sguardo incredulo di una delle ragazze, Butterfly, la stessa a cui verrà recitata la poesia. Di notte, sotto la pioggia battente, la macchina da presa ingrandisce il cofano con il teschio, preludendo allo spettatore che la morte arriverà su strada.  Anche la poesia è piuttosto stradale: “ Ho promesse da mantenere e miglia da percorrere prima di dormire. Mi hai sentito, Butterfly? .

E quelle miglia di cui si parla saranno insanguinate. Prima, Stuntman Mike ammazzerà il tempo, osteggiando l’ingenua Pam, a cui chiederà se andare a destra o a sinistra.

Il film infatti non prende una direzione precisa. Sembra andare verso il classico canone del road movie, per poi dare una sterzata brusca e ricordare che stiamo guardando qualcosa di profondamente autoriale. Poi irrompe improvvisamente l’horror, quando l’auto demoniaca di Stuntman Mike urta contro quella di Jungle Julia. E la gamba di Butterfly, proprio come una farfalla, vola via.

La povera Pam

Tarantino e le bad girls in stile Kill Bill

Non è una novità che a Tarantino piacciano le bad girls, quelle ragazzacce che incarnano valori cinematografici, riservati quasi esclusivamente agli uomini. Primo fra questi valori, c’è quello della vendetta. Dopo l’incidente avvenuto con Jungle Julia, Stuntman Mike è ancora vivo e soprattutto libero.

Fuori dal coma, allora, darà la caccia ad un nuovo gruppo di ragazze, ma queste sono diverse e molto meno ingenue delle precedenti. Ben due di loro sono stuntman e saranno le uniche a far uscire di strada Stuntman Mike, sovvertendo anche una visione primitiva della donna al cinema. Stuntman Mike agonizza sulla strada. L’odio della sposa di Kill Bill Vol.1 e 2 o di Susanna in Bastardi Senza Gloria, converge nei tacchi degli stivali delle bad girls.

Conclusioni

Il finale ha fatto, se vogliamo, la storia. E il calcio finale di Rosario Dawson(Sette Anime) è anche in faccia allo spettatore medio, che viene improvvisamente risvegliato. Al suo risveglio, capirà che, Tarantino ha radicalmente cambiato la femminilità al cinema. E lo ribadisce senza paura con questo film. La rielaborazione per niente banale di un certo soggetto del cinema vale la pena di essere ammirata. Ma in salsa pulp, godendosela quasi tutta per la strada, consci di stare assistendo ad un film memorabile.

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A prova di morte
Una rivalsa finale

Cast e personaggi principali

Kurt Russel interpreta Stuntman Mike, alle prese con due gruppi distinti di ragazze, nei quali Sydney Tamiia Poitier e Tracie Thoms interpretano le rispettive leader Jungle Julia e Kim. Una piccole parte, da normale cliente nel pub di Austin, è riservata al maestro dell’horror Eli Roth. Butterfly ha il volto di Vanessa Ferlito.

PANORAMICA RECENSIONE

Regia
Sceneggiatura
Interpretazioni
Emozioni

SOMMARIO

A prova di morte è un film originale e coinvolgente che reinterpreta il road movie in chiave pulp. Grazie allo stile inconfondibile di Quentin Tarantino, alle sequenze d'azione e alle protagoniste femminili, si conferma un'opera cult di grande impatto.

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