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A Good Little Soldier: Alba Rohrwacher protagonista del nuovo film di Stéphane Brizé

L’attrice Alba Rohrwacher è la protagonista di A Good Little Soldier, il nuovo film di Stéphane Brizé, che arriverà alla Mostra del Cinema di Venezia 2026 prima di approdare al Toronto International Film Festival nelle Proiezioni Speciali. L’ undicesimo lungometraggio del regista francese, ancora prima di uscire, ha già attirato l’attenzione del mercato internazionale.

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Gaumont ha infatti siglato importanti accordi per la distribuzione di A Good Little Soldier in Australia, Svizzera, Spagna, Grecia, Italia, Benelux, Portogallo, ex Jugoslavia e Turchia. In Italia il film sarà distribuito da I Wonder Pictures.

A Good Little Soldier segna inoltre una nuova collaborazione tra Stéphane Brizé e Vincent Lindon, uno degli attori più importanti della filmografia del regista francese.

A Good Little Soldier: la trama 

Al centro della storia c’è Carla Moretti, una dirigente d’azienda di 43 anni interpretata da Alba Rohrwacher. Brillante, determinata e profondamente dedita al proprio lavoro, Carla sembra incarnare alla perfezione l’immagine della professionista di successo. Dietro questa sicurezza, però, si nascondono profonde fragilità e insicurezze.

La protagonista viene assunta come responsabile delle risorse umane di una grande azienda con un compito chiaro: garantire il benessere dei dipendenti senza compromettere gli elevati obiettivi di produttività richiesti dalla società.

Il problema nasce quando Carla si trova costretta a confrontarsi con un sistema di gestione caratterizzato da pratiche sempre più tossiche. La dirigente comprende progressivamente che le esigenze dei lavoratori e quelle dell’azienda sono difficili da conciliare. Per mantenere il proprio ruolo, sarà costretta ad accettare compromessi sempre più pesanti.

Vincent Lindon interpreta il CEO dell’azienda, un personaggio invadente e destinato a rappresentare uno dei principali ostacoli per Carla. Il rapporto tra loro promette di diventare uno degli elementi centrali del film. La situazione rischia di spingerla oltre il limite, trasformando il suo lavoro in un conflitto personale e professionale. Da qui non sarà più semplice distinguere tra responsabilità, ambizione e complicità.

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A Good Little Soldier

Stéphane Brizé torna a raccontare il mondo del lavoro

Secondo il regista, il film avrà infatti un’impronta più tagliente rispetto alle sue precedenti opere dedicate al mondo del lavoro.Con A Good Little Soldier, torna su un territorio narrativo che ha caratterizzato una parte importante della sua filmografia: il mondo del lavoro e i rapporti di potere all’interno delle aziende.

Il regista ha già affrontato questi temi in film come La misura di un uomo, La legge del mercato, In guerra e Un altro mondo, opere nelle quali le dinamiche professionali diventano lo strumento per raccontare conflitti sociali, precarietà, disuguaglianze e conseguenze umane di determinati modelli economici.

È proprio questa componente a rendere particolarmente interessante il nuovo progetto del regista. Brizé sembra voler raccontare un sistema profondamente problematico senza limitarsi alla denuncia, utilizzando anche l’ironia per mostrare le contraddizioni e l’ipocrisia che possono nascondersi dietro il linguaggio professionale.

La storia non nasconderà la violenza esercitata da determinati meccanismi aziendali, ma cercherà anche di evidenziarne l’assurdità. Ne potrebbe derivare un equilibrio particolare tra dramma e commedia, con situazioni talmente grottesche da avvicinare il film alla farsa.

Leila Cimarelli
Leila Cimarelli
Se da un lato venero la perfezione visiva di Kubrick, la follia di Tarantino e il realismo amaro di Monicelli, dall'altro ho un lato decisamente più emotivo. Il mio punto debole? L'universo poetico di Ferzan Özpetek.

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