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A Family Affair, la recensione

A Family Affair è la nuova comedy di Richard LaGravenese, scritta da Carrie Solomon e con protagonisti Nicole Kidman, Zac Efron e Joey King. Si tratta di un film con tante criticità, riguardanti non solo l’intreccio narrativo ma gran parte dell’impalcatura cinematografica su cui il film si basa. Di seguito ne vengono analizzati i vari aspetti, in modo da cercare di comprendere cosa manca alla pellicola in questione.

A Family Affair, trama e cast del film

A Family Affair narra di Zara (Joey King), ventiquattrenne figlia di Brooke (Nicole Kidman), scrittrice di successo. La giovane vorrebbe con tutte le sue forze diventare produttrice cinematografica e, per raggiungere il proprio obiettivo, accetta di lavorare per Chris Cole (Zac Efron), attore di Hollywood che accetta perlopiù ruoli in film poco importanti e, tra le altre cose, ha difficoltà a badare a qualcun altro che non sia sé stesso.

Chris promette alla ragazza interpretata da King una futura, interessante opportunità lavorativa, proprio ciò a cui la protagonista aspira, ma l’attore sembra dimenticarsi della promessa fatta spesso e volentieri. Per una serie di eventi, Cole incontrerà Brooke e cominceranno a frequentarsi, mentre Zara continuerà a lottare per ritagliarsi il proprio spazio nell’industria del cinema. Nel cast sono presenti anche: Kathy Bates nei panni di Leila Ford, Liza Koshy è Eugenie, Sherry Cola (Stella), Olivia Macklin (Ashley) e Vince Pisani (Jesse).

A Family Affair, una sceneggiatura a tratti abbozzata

A Family Affair è una commedia che potrebbe dare tanto ma, dopo le premesse iniziali, finisce per imbattersi nel già visto, nello stucchevole, nello scontato e nel banale per la maggioranza delle scene del film. Nonostante alcuni importanti temi vengano messi in campo (la crescita personale della protagonista ad esempio), la scrittura manca dell’approfondimento necessario, e finisce soltanto per abbozzare i vari temi co-presenti nel film per la maggior parte della pellicola.

Chris Cole è un personaggio dello spettacolo petulante e superficiale, troppo pieno di sé per accorgersi di chi gli sta intorno e, purtroppo, Zara deve farci i conti ogni giorno per avere un’opportunità in ambito cinematografico, e la costruzione anche degli altri personaggi non è delineata con la fermezza necessaria a dare al film un significato più incisivo.

Zac Efron nei panni di Chris Cole

Come già anticipato, Efron interpreta un attore superficiale, troppo affaccendato a occuparsi delle proprie frivolezze piuttosto che rendersi conto delle necessità di chi gli sta intorno. Un personaggio, quello di Cole, che mette in mostra un modello facilmente decifrabile e noioso: l’uomo solitario che non comunica, che pensa soltanto al successo e che si crogiola nella propria notorietà piuttosto che andare verso una crescita personale.

Una volta incontrata Brooke farà il possibile per cercare di conquistarla, ma questo comunque non basta ad abbattere la caratterizzazione delineata inizialmente dagli addetti alla scrittura e a dare un’evoluzione del personaggio plausibile. L’incontro tra i due avviene perché Zara, esausta per il comportamento prepotente e lagnoso di Cole, decide di licenziarsi ma, dopo qualche giorno, l’attore riflette su quanto accaduto e decide di andare a casa della giovane per riassumerla. Dunque, niente di nuovo oppure originale.

Una commedia con tante “bozze” di sceneggiatura

A Family Affair si propone di essere una storia diversa da altre “storielle leggere” presenti sulle varie piattaforme di streaming, abbozzando alcuni temi importanti, tra cui la ricerca di una carriera definita da parte di Zara, ma l’intento degli addetti ai lavori non viene raggiunto. L’aggiunta al cast di Kathy Bates, che interpreta la suocera di Brooke, non basta per allontanare il film dalla superficialità che straborda da gran parte delle scene di tutta la pellicola.

A Family Affair

Il prodotto finale di Richard LaGravenese è, in fin dei conti, un calderone di propositi e messaggi ma, nel mentre si arriva alla conclusione della pellicola, tante delle questioni messe in campo non vanno oltre l’accennato. Poi c’è una regia che, un po’ come la penna che muove gli eventi su schermo, non ha molto da dire, se non portare lo spettatore verso la conclusione, perlopiù tra uno sbadiglio di noia e l’altro.

In conclusione

A Family Affair è un film a cui manca qualcosa: non ha il romanticismo atteso, date le premesse e, per gran parte del film, è come se gli addetti alla scrittura abbiano dimenticato di completare la sceneggiatura, tra alcune parti abbozzate e altro non detto. Inserire nello stesso film Nicole Kidman, Kathy Bates e Zac Efron non basta a convincere un pubblico sbadigliante per la maggior parte della pellicola.

Anche se si tratta di passare una serata a guardare qualcosa alla TV, A Family Affair non intrattiene quanto serve per poter ignorare la stucchevolezza che si nasconde, a intervalli regolari, tra una scena e l’altra. Il film, sulla carta, vorrebbe dimostrare d’essere diverso da molte di quelle commedie romantiche che popolano le varie piattaforme di streaming ma, difatti, non arriva all’obiettivo. In definitiva, un po’ come 40 sono i nuovi 20, un film evitabile.

PANORAMICA

Regia
Soggetto e Sceneggiatura
Interpretazioni
Emozioni

SOMMARIO

A Family Affair è un film caratterizzato da una sceneggiatura a tratti abbozzata, che non approfondisce importanti tematiche inserite nell'intreccio narrativo, non costruisce, per gran parte, personaggi convincenti. La regia accompagna la sceneggiatura senza cifre stilistiche, che non fa altro che accompagnare la narrazione, senza tentare nulla di nuovo o di originale. In definitiva, si parla di una pellicola che non si distanza da molte commedie senza pretese disponibili sulle varie piattaforme di streaming, dunque niente di nuovo.
Danilo Abate
Danilo Abate
In bilico continuo fra il thriller d’autore e una pellicola di fantascienza, cerco sempre nuovi modi per riflettere, trovare prospettive inedite e sorprendermi. Parlare di cinema è parlare di opere fatte di emozioni umane, cose concrete, che vengono rese nel modo più imprevedibile e astratto. Il mio obiettivo è scandagliare ogni angolo di girato per dare voce a ciò che è nascosto tra un ciack e l’altro.

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