28 giorni dopo, pronto un nuovo sequel?

Sono tornate le voci su un possibile terzo episodio del film “28 giorni dopo” del regista Danny Boyle, uscito nel 2002.

Il film apocalittico vede un giovane Cillian Murphy ritrovarsi nel bel mezzo di una Londra deserta e infettata dagli zombie. Il suo scopo è quello di fuggire dalla città.

A seguito di un basso budget, sebbene il genere trattato, ha riscontrato un guadagno totale di oltre 80 milioni di dollari. Inoltre, ricevette pure il plauso della critica.

Nel 2007 esce il sequel, intitolato “28 settimane dopo” diretto da Juan Carlos Fresnadillo, anch’esso discretamente apprezzato nonostante fosse un capitolo due.

A rompere ad oggi i rumors è il protagonista Cillian Murphy. L’attore ammette che ogni volta che incontra Boyle e lo sceneggiatore Alex Garland (regista di Ex Machina e penna dietro la sceneggiatura del primo film) si discute spesso della probabilità di realizzare un nuovo episodio della saga.

Dopo aver visionato con i suoi figli “28 giorni dopo”, Murphy si è reso conto di come l’opera riuscisse ancora a conquistare generazioni più giovani, premiando quindi la qualità di un film che si mantiene brillante col passare degli anni. Da qui la voglia di rimettere mano al personaggio.

Sembra che lo sceneggiatore Garland abbia già scritto la sceneggiatura. Questo passaggio è stato fatto notare al regista Danny Boyle per avere un giudizio a riguardo. Dalla sua risposta si riscontra un interesse nel ritornare dietro la macchina da presa per un possibile sequel.

Tra i motivi evidenziati dal regista vi è il forte impulso di portare le persone di nuovo a vivere le sale cinematografiche, un problema che colpisce non poco l’industria del cinema, un settore in crisi che preoccupa molto. Una possibile terza parte, probabilmente intitolata “28 mesi dopo”, potrebbe risvegliare nello spettatore la voglia di cinema da usufruire in sala. Visto i precedenti successi, è un’opzione da tenere in considerazione.

Giovanni Veverga
Giovanni Veverga
Amo gli autori che vogliono e sanno come raccontare una storia in grado di affascinare lo spettatore.

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